Sempre maggiore è l’interesse verso i dati allarmanti riferiti all’obesità infantile. Attualmente i bambini italiani in sovrappeso sono stimati tra il 20 e il 30 per cento e il fatto più grave è che questa cifra tende ad aumentare ogni anno che passa. Un bambino obeso è destinato ad essere un adulto che potrebbe manifestare una serie di malattie cardio-vascolari tali da limitarne le aspettative di vita. Ecco perché è fondamentale educare i nostri figli ad una alimentazione sana e ad una pratica sportiva adatta.

Ma quale è lo sport più indicato per un bambino? La prima indicazione da dare è che il bambino si deve divertire a fare quello che fa. Iscriverlo ad un corso, magari prestigioso, dove però il piccolo allievo non si trova a suo agio, è sicuramente deleterio. In questo periodo di crescita, il bambino ha forti motivazioni allo sport. Quando si appassiona ad un’attività motoria, ovviamente sotto forma di gioco e di divertimento, manifesta un grosso impegno ed evidenzia la presenza di una motivazione concreta e dominante. Probabilmente i due fattori primari che agiscono da molla sono il gioco e l’agonismo. In particolare non va sottovalutato l’agonismo, che traduce in realtà, a livello simbolico, bisogni della persona del tutto naturali, in questa età, collegati all’aggressività, all’autoaffermazione, all’interazione con la realtà. L’agonismo, dunque, essendo un fattore compensativo, equilibratore e liberatorio, se viene vissuto in un contesto organizzato, gestito da un istruttore preparato, e adeguatamente controllato, funziona da decongestionante psichico, favorendo la crescita psichica ed emotiva dell’allievo. La cosa importante è che sempre l’attività venga prospettata, sia da parte dei genitori che degli insegnanti come un qualcosa di divertente, che “è bello fare”. Mentre l’atleta adulto lavora e si allena in funzione del risultato, ciò non deve assolutamente avvenire per il bambino e per il giovanissimo.

Il CONI, in Italia, nel redigere i programmi per i centri di avviamento allo sport per i bambini di ambo i sessi tra i 5 ei 7 anni, prevede che in questa fascia l’attività sportiva sia orientata a fini “fisico-formativi”, nell’intento di stimolare una crescita sana anche a livello psicologico.

Il genitore dovrebbe assicurarsi che nei primi tempi di pratica sportiva il bambino sia indirizzato verso un percorso di crescita fisica e psicologica in cui l’agonismo venga coltivato e gestito, perché utile al suo sviluppo psichico ed emotivo, ma non esasperato.

Purtroppo spesso si assiste a bambini indirizzati verso alcune pratiche sportive dai genitori solo per colmare aspettative personali assai poco utili. Troppo spesso il mito dello sportivo ricco e di successo induce i genitori ad iscrivere i propri figli ad alcuni sport caricandoli di responsabilità che alla lunga possono determinare seri problemi nello sviluppo psicologico del soggetto, creando figure dove predominano ansia, insicurezza o talora atteggiamenti narcisistici.

Un altro aspetto da non trascurare è la famosa distinzione tra sport di squadra e sport individuali. Secondo i più, i primi favorirebbero le capacità dell’allievo di socializzare e di inserirsi in un gruppo, mentre i secondi promuoverebbero maggiormente la capacità del singolo di assumersi la responsabilità del risultato finale. Ma a quale età è bene iniziare la pratica sportiva, e quali sono gli sport più adatti? Numerosi studi scientifici affermano che già a 4-5 anni si può iniziare a nuotare, vista la naturale predisposizione dei bambini al galleggiamento. Per di più il bambino, essendo svestito, sviluppa maggiore consapevolezza del proprio corpo. Il rischio che va evitato è quello della monotonia. All’età di 7-8 anni si può praticare la ginnastica artistica perché con questo sport si impara a fare quasi tutto quello che il corpo umano può fare grazie ai tanti stimoli forniti.

A 9 anni si può iniziare la ginnastica acrobatica, i tuffi e lo sci di fondo.

A 10 anni è indicata la pallacanestro e la pallavolo. Sono due discipline nelle quali, oltre che correre, saltare e lanciare, il praticante deve afferrare, guardarsi attorno, prendere decisioni, capire quello che sta accadendo attorno a lui. Anche il calcio può essere consigliato perchè si corre e si salta, ci si coordina con gli altri e nello spazio. Non è un caso che sia lo sport più seguito in Italia. Rispetto agli altri ha il limite di non interessare in modo adeguato l’uso di mani e braccia.

A 11-13 anni è possibile iniziare sport maggiormente pesanti quali l’atletica leggera. Lanciare, correre, saltare, il tutto fatto generalmente all’aria aperta. Inoltre non si può praticare l’atletica senza incrementare notevolmente le proprie qualità fisiche, quindi di sicuro si intraprende un percorso di crescita. Ovviamente molti altri sport possono essere praticati nel corso della fanciullezza. Tra essi una menzione particolare spetta alla danza, pratica sportiva eccellente per strutturare le attività basilari di moto. L’apprendimento degli schemi motori ne trae un’enorme vantaggio. Ci si coordina nello spazio e con le altre persone, il tutto imparando a tenere il tempo musicale. Da non sottovalutare anche il fatto che si ingentiliscono i movimenti, contrastando la perdita di coordinazione che si ha nei periodi di veloce crescita fisica. Si imparano cose che, in età più avanzate diventano difficili da sviluppare.

Un altro sport da consigliare sono le arti marziali, utilissime allo sviluppo dei bambini, che lavorano sulla coordinazione, la mobilità articolare, entrando in contatto con la propria aggressività imparando a conoscerla e a controllarla. Anche imparare a praticare la scherma significa apprendere rapidità ma anche capacità di resistenza, gestire i riflessi, l’aggressività, la lucidità mentale, l’autocontrollo. Un’unica perplessità: si tratta di uno degli sport con le maggiori caratteristiche di asimmetria. Occorre che l’insegnante lavori a lungo e con maestria a dare uno sviluppo corporeo equilibrato al praticante.

In definitiva praticare sport fin da bambini è utile per avere un individuo adulto sano ed in pieno stato di benessere fisico e psicologico.

Share This