Esiste realmente e se c’è dove sta? È vero che contribuisce, anzi amplifica il così detto orgasmo vaginale?
Il primo ricercatore che ne ha parlato in termini scientifici è stato il ginecologo tedesco Grafemberg negli anni cinquanta; ma le antiche discipline del piacere, come il Tantra o lo Zen, lo conoscono da “sempre”.
Anatomicamente il Punto G è definibile come “una zona di sensibilità tattile erotica”, situata sulla parte anteriore della vagina, a metà strada tra l’osso pubico e la cervice.
Il punto g si trova in tutte le donne, ad una profondità di 4-6 cm dall’apertura vaginale.
Questa piccola massa di tessuto ha dimensione ridotta, ma costituisce la zona erogena maggiormente sensibile del sesso femminile; la corretta stimolazione del punto g assicura un orgasmo di intensità superiore rispetto ad un rapporto sessuale mediante penetrazione classica.

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