FTIRIASI

La Ftiriasi è una malattia sessualmente trasmessa causata da un pidocchio denominato Phthirius pubis comunemente conosciuto col nome di piattola. L’insetto adulto della dimensione di 1-2 millimetri ha il corpo schiacciato ( da qui deriva il nome di piattola) e si aggrappa alla base dei peli della zona pubica ma può parassitare specie nell’uomo anche altre zone pilifere quali gambe, torace, ascelle e persino ciglia, sopracciglia e vibrisse.
E’ considerata una malattia sessualmente trasmissibile perché occorre un contatto diretto anche se è possibile contrarla anche con l’uso di asciugamani o effetti letterecci contaminati.
Con una lente d’ingrandimento è possibile osservare la piattola di colore grigio-marrone chiaro al livello dell’ostio follicolare che abitualmente è ferma, potendo comunque muoversi molto lentamente.
Sullo stesso pelo è possibile osservare la presenza di alcune uova dette lendini allungate e traslucide deposte dalla femmina e ancorate al fusto del pelo attraverso la saliva. E’ interessante osservare come questo “collante” possa essere sciolto non dall’acqua ma solamente dall’aceto. Dalle lendini originano prima le ninfe e poi i parassiti adulti in 2-3 settimane.
I sintomi accusati sono prurito intenso e talora piccole zone puntiformi di color ceruleo determinati dal morso dell’insetto.

GONORREA MASCHILE

GONORREA MASCHILE

La Gonorrea è una malattia sessualmente trasmessa molto frequente e conosciuta fin dall’antichità.
Colpisce in Italia circa 200.000 persone ogni anno.
Il contagio avviene direttamente attraverso il rapporto sessuale o indirettamente per mezzo di biancheria infetta.
Ha un’incubazione di pochi giorni per poi manifestarsi con le tipiche secrezioni purulente giallo-verdastre dall’uretra.
Le urine sono torbide e la minzione è accompagnata da bruciore.
Se non trattata la gonorrea può colpire anche la prostata e l’epididimo con febbre e testicoli ingrossati e dolenti.
Solo raramente si possono osservare complicazioni a distanza con artrite e febbre oppure coinvolgimento oculare, cardiaco, pleurico.
La diagnosi si basa sulla ricerca del gonococco a “chicco di caffè”, tipico diplococco gram-negativo.

IL PUNTO G

IL PUNTO G

Esiste realmente e se c’è dove sta? È vero che contribuisce, anzi amplifica il così detto orgasmo vaginale?
Il primo ricercatore che ne ha parlato in termini scientifici è stato il ginecologo tedesco Grafemberg negli anni cinquanta; ma le antiche discipline del piacere, come il Tantra o lo Zen, lo conoscono da “sempre”.
Anatomicamente il Punto G è definibile come “una zona di sensibilità tattile erotica”, situata sulla parte anteriore della vagina, a metà strada tra l’osso pubico e la cervice.
Il punto g si trova in tutte le donne, ad una profondità di 4-6 cm dall’apertura vaginale.
Questa piccola massa di tessuto ha dimensione ridotta, ma costituisce la zona erogena maggiormente sensibile del sesso femminile; la corretta stimolazione del punto g assicura un orgasmo di intensità superiore rispetto ad un rapporto sessuale mediante penetrazione classica.