L’OLIO NELLA COSMESI

L’OLIO NELLA COSMESI

Da sempre l’olio è stato usato come emolliente ammorbidente e anti-infiammatorio in tutti gli stati di secchezza e desquamazione cutanea. Negli ultimi anni è stato dimostrato che l’olio d’oliva ha una composizione in grassi (trigliceridi) molto simile al sebo della cute e tra i lipidi naturali è quello con la maggiore affinità per lo strato lipidico della pelle. L’olio di oliva è inoltre ricco vitamina E in grado di contrastare l’invecchiamento delle cellule causato dai radicali liberi, vitamina A che impedisce la secchezza delle mucose, carotenoidi, che, dopo l’assorbimento vengono trasformati in retinolo, un vero nemico dei radicali liberi, e squalene, un idrocarburo presente anche nelle secrezioni sebacee degli esseri umani. Quest’ultimo permette all’olio di oliva di penetrare negli strati più profondi della pelle e di riformare il filo idrolipidico, indebolito dai raggi solari e dai detergenti. Per tutte queste innumerevoli proprietà, oggi l’olio di oliva viene esaltato dalla scienza moderna non solo per sue straordinarie qualità in campo dietetico, ma anche in medicina e in cosmetologia.

E’ ormai conosciuta l’importanza che nella cosmesi è stata data ai prodotti naturali, sui quali noti centri di bellezza hanno basato in maniera sempre più consistente i loro programmi: massaggi e interi trattamenti per il corpo, per i capelli e per le unghie, sono stati realizzati all’olio d’oliva.
L’olio d’oliva trova largo impiego in cosmesi anche perché è la sostanza che meglio porta nutrimento e acidifica la cute e può essere utilizzato per impacchi, bagni, maschere ed emulsioni dopo-bagno. Secondo la tradizione e’ anche valido contro la debolezza e la caduta dei capelli in quanto riesce a nutrire in profondità il bulbo pilifero irrobustendolo. Usato regolarmente nel massaggio, regala una pelle luminosa, dall’aspetto rilassato. Dopo il bagno è un ottimo tonificante e rivitalizza la cute resa secca dall’acqua calcarea e la rende levigata e luminosa. Non dovrebbe mai mancare nemmeno nelle lunghe esposizioni solari estive in quanto recenti studi hanno dimostrato che fa penetrare i raggi ultravioletti, tuttavia, grazie alle sue proprietà antiossidanti, riesce a proteggere dai loro danni.                                       

Per la pelle secca: mescolare un rosso d’uovo, due cucchiai di miele integrale e un cucchiaino di olio di oliva. Lasciare in posa per circa 20 minuti e sciacquare con acqua tiepida.


Per la pelle grassa e lucida: massaggiare giornalmente la pelle con olio di oliva con movimenti circolari e risciacquare con acqua tiepida.


Per alleviare i dolori muscolari: mescolare un cucchiaio di olio insieme a tre gocce di essenziale di rosmarino e massaggiare la parte dolorante.


Per eliminare i residui di ceretta: dopo una depilazione utilizzare un batuffolo di cotone intriso in olio di oliva e avrete gambe morbide.


Per rimuovere con facilità le cuticole, ovvero le fastidiose ed antiestetiche pellicine, è sufficiente immergere le dita in un bicchierino d’olio lasciandovele per qualche minuto. Le pellicine si ammorbidiranno e potranno essere spinte verso l’interno dell’unghia mediante un apposito bastoncino.


Se le vostre unghie si sfaldano: rinforzatele con un unguento di olio di oliva e succo di limone in parti uguali.


Frizioni anti-cellulite: fate macerare, per 48 ore, 5 foglie sminuzzate di edera in ¼ di litro di olio d’oliva, quindi filtrate e utilizzate l’olio per massaggiare le zone colpite da cellulite e adipe.


I capelli: se la chioma appare spenta e opaca, è il caso di provare un trattamento completo all’olio di oliva: a cinque cucchiai d’olio unire il succo di un limone; massaggiare i capelli con questa emulsione e lasciare in posa per mezz’ora, poi lavare sempre utilizzando uno shampoo delicato.

LA PULIZIA DEL VISO

LA PULIZIA DEL VISO

La pulizia del viso è una pratica estetica molto diffusa che serve a rimuovere dalla superficie cutanea le impurità, le cellule morte (le lamelle cornee in via di desquamazione) ed i punti neri (comedoni).

Generalmente la maggior parte delle estetiste dopo aver pulito la pelle con un latte detergente usa un vaporizzatore perché l’umidità assieme all’aumento di temperatura facilita l’estrusione dei comedoni.

Tale metodica però non è scevra da inconvenienti. Infatti in alcuni tipi di pelle proprio il vapore può determinare l’insorgenza di un peggioramento della pelle fino anche all’insorgenza di un tipo di acne da umidità detta acne di Maiorca o acne aestivalis.

Proprio per questo le tecniche più moderne di pulizia del viso non usano più il vaporizzatore, ma sostanze acide derivate dalla frutta (acido citrico, acido malico, acido tartarico, papaina) che sciolgono il punto nero permettendo con una leggera pressione l’eliminazione del comedone.

E’ infatti fondamentale che la pressione esercitata sia leggera per evitare di danneggiare il follicolo pilosebaceo. Troppo spesso dopo una pulizia del viso si ha un peggioramento della pelle perché l’operatore premendo troppo forte ha determinato il passaggio di sebo e batteri nel derma con conseguente infiammazione e pustole.

Inoltre l’uso di acidi permette anche di avere un’azione anti batterica importante contro un germe presente nel follicolo detto propionibacterium acnes. Dopo aver eliminato i punti neri viene applicata una crema lenitiva per diminuire l’arrossamento che quasi inevitabilmente si crea dopo un’estrusione. In conclusione si può affermare che la pulizia del viso è una metodica che permette di avere una pelle più luminosa e levigata purchè effettuata con protocolli moderni ed efficaci.

I RAGGI U.V. E VISTA

I RAGGI U.V. E VISTA

I raggi U.V. (ultra-violetti) sono radiazioni invisibili che possono danneggiare seriamente non solo la pelle ma anche gli occhi e la vista.
Ci sono tre tipi di raggi UV e gli effetti negativi sugli occhi sono notevoli.

Gli U.V.A hanno una lunghezza d’onda tra 320 e 400 nanometri e possono danneggiare la parte di retina chiamata macula.

Gli U.V.B hanno una lunghezza d’onda tra 290 e 320 nanometri e possono danneggiare soprattutto la parte anteriore dell’occhio (cornea e lente).

Gli U.V.C hanno lunghezza d’onda sotto i 290 nanometri e non arrivano sulla superficie terrestre perché vengono bloccati dallo strato d’ozono che circonda il nostro pianeta.

Gli U.V.B sono più dannosi perché rilasciano maggiore energia quando sono in contatto con l’occhio rispetto agli U.V.A, ma per fortuna rappresentano solo il 10% di tutti gli U.V.

A seguito dell’esposizione ai raggi U.V. si possono avere problemi a breve periodo come ad esempio irritazioni e arrossamenti e a lungo periodo come congiuntiviti e cheratiti attiniche a carico della cornea. Ma l’esposizione non protetta favorisce anche lo sviluppo, in età senile, della cataratta e della maculopatia (patologia retinica), mettendo seriamente a rischio la capacità visiva.

Fortunatamente, tuttavia, i nostri occhi possiedono la capacità di neutralizzare in parte gli effetti delle radiazioni solari: l’ammiccamento, la contrazione della pupilla, l’aggrottamento delle sopracciglia sono infatti meccanismi di difesa molto efficaci. Inoltre, i pigmenti oculari presenti nella retina (luteina, zeaxantina e melanina) hanno l’importante funzione di filtrare la luce, e il cristallino è una vera e propria lente biologica, efficace nell’assorbire le radiazioni. Spesso, tuttavia, queste misure protettive possono non essere sufficienti, soprattutto in condizioni estreme, quando il riverbero della luce è maggiore (es. al mare, sulla neve o nelle giornate molto soleggiate) o per chi ha occhi particolarmente sensibili (es. portatori di lenti a contatto).


Come proteggersi?

In linea di principio, le precauzioni da adottare per gli occhi sono quasi le medesime da adottare per la nostra pelle e cioè ridurre al minimo il contatto con gli U.V. Ecco perché è bene esporsi con grande cautela dalle 10 del mattino alle 4 del pomeriggio, evitare lampade solari e lettini abbronzanti e comunque indossare cappelli a tesa larga e occhiali da sole

Occorre scegliere in modo estremamente accurato le marche di occhiali e di lenti per assicurarsi che quest’ultime assorbano dal 99 al 100% dei raggi.

  • E’ importante puntare su lenti certificate dal WCO (World Council of Optometry), o contrassegnate dal marchio CEE oppure da analoghi standard governativi.
    Tutti gli articoli per gli occhi (occhiali da vista, da sole, lenti a contatto), devono essere in grado di assorbire entrambi i raggi U.V.A e U.V.B.
    Le
    montature dovrebbero proteggere gli occhi anche di lato e le lenti devono essere scelte in base alla situazione . Infatti va considerato che alcune superfici riflettono le radiazioni ultraviolette: ad esempio la neve ha una riflessione del 82%, la sabbia del 17%, l’acqua del 5-15% e l’erba del 3%. Inoltre in montagna ci sono in percentuale più radiazioni di tipo B, determinando la necessità di proteggere i nostri occhi ancora meglio.

Il colore delle lenti protettive può variare dal marrone, al verde, al grigio, mentre quelle di colore azzurro, rosa o fucsia non proteggono. Le lenti a contatto vanno usate con gli occhiali da sole, ma meglio evitarle in spiaggia o almeno optare per le monouso giornaliere.

In presenza di difetti della visione (miopia, astigmatismo, ipermetropia) gli occhi sono più sensibili alla luce e il colore delle lenti dovrebbe variare a seconda del tipo di difetto. In particolare, mentre le lenti grigie sono adatte a tutti, chi è miope trarrà maggiori vantaggi orientandosi verso lenti marroni o ambra e chi è ipermetrope dovrà optare per lenti verdi.