OLI ESSENZIALI

OLI ESSENZIALI

Gli oli essenziali per la loro natura speciale, per la polivalenza della loro funzione e la straordinaria capacità di permeazione che hanno del microcosmo umano possono modificare quegli stati psicofisici di malessere, che provocano anomalie nella nostra condotta di vita e nei ritmi biologici e possono innescare i processi naturali che a livello fisico, mentale e sul piano spirituale portano a sciogliere i blocchi delle energie.

L’impiego delle essenze procura un effetto a cascata che può cominciare anche da un bagno aromatico, da un olio profumato o da una crema applicata sul viso, da qualche goccia sparsa sui vestiti prima di uscire.

Queste sostanze, che gli alchimisti con una poetica sintesi chiamavano “spiriti delle piante”, rappresentano una linea di collegamento continua tra le dimensioni dell’essere umano: dalla materia fisica di cui sono fatte, affine al corpo, al profumo che comunica con la mente, alla “vibrazione energetica” che si espande a livello dello spirito.

Funzione in cosmesi

Le proprietà medicinali delle essenze per la cura delle malattie e quelle salutari per la cura del benessere sono anche la ragione del loro valore nella terapia cosmetica. Il potere di penetrazione degli oli essenziali attraverso i tessuti è un fattore pressoché esclusivo per la diffusione dei principi attivi. Le molecole di piccole dimensioni e liposolubili degli oli riescono ad attraversare lo strato corneo, e penetrando attraverso i follicoli piliferi, i condotti delle ghiandole sudoripare e lo spazio intercellulare raggiungono lo strato del derma dove trovano i sistemi enzimatici in grado di metabolizzarli e le ramificazioni dei vasi capillari . sono poi questi ultimi ad immettere i composti odorosi nel flusso ematico trasportandoli in tessuti ed organi anche molto distanti dal punto di applicazione. Questa capacità di veicolare i principi funzionali raggiungendo gli strati profondi della pelle, porta a correggere e stabilizzare le funzionalità disequilibrate a risvegliare quelle che nel tempo si sono ridotte migliorando lo stato generale della pelle.

Le proprietà che interessano la pelle sono le seguenti:

  • Antisettica e battericida per prevenire e curare le microinfezioni che causano l’acne, gli eritemi e gli eczemi;

  • Bioattivante per promuovere la riparazione dei tessuti innescando processi di difesa naturale e cellulare

  • Tonificante della microcircolazione

  • Disintossicante per depurare i tessuti dalle tossine metaboliche.

Gli effetti degli oli basati sulle qualità appena descritte sono stati avvalorati e misurati in varie sperimentazioni scientifiche attraverso le valutazioni sebografiche di PH e di idratazione cutanea con risultati positivi non solo sotto l’aspetto estetico ma anche sotto quello della funzionalità della pelle.

Riportiamo alcuni esempi di utilizzo degli oli essenziali in relazione al tipo di pelle. Questi oli non vanno mai applicati direttamente sulla pelle, ma sempre miscelati con sostanze lipoaffini come lipidi vegetali, burri, cere, oli:

  • Pelle normale: rosa, palmarosa, lavanda, arancio amaro, gelsomino, geranio, ylang ylang, camomilla romana.

  • Pelle grassa: bergamotto, elicriso, limone, lavanda, cipresso, cedro, mirto, patchouli, salvia, rosmarino.

  • Devitalizzata e disidratata: rosa, palmarosa, incenso, mirra e bergamotto

  • Senescente: mirra, arancio amaro, neroli, palmarosa, rosa, rosmarino, patchouli, sandalo.

LA RADIOFREQUENZA

LA RADIOFREQUENZA

E‘ una metodica innovativa che sfrutta il trasferimento energetico all’interno del corpo umano, tramite una corrente di bassa intensità e di frequenza variabile, con cui si induce una biostimolazione attiva sia a livello cellulare sia della matrice extracellulare con effetto rigeneratore delle funzioni. Il corpo umano è composto da una grandissima quantità di molecole, i cui atomi costitutivi sono in perenne velocissimo movimento. Questi movimenti determinano spostamenti di energia e di informazioni chimico-fisiche, tali da generare una sorta di dialogo tra cellule sensibilizzate a livello recettoriale. Tutto ciò è alla base di ogni funzione del nostro organismo.

La radiofrequenza determina una serie di effetti sull’organismo umano.

Tra essi citiamo l’effetto energetico, che prevede la cessione di energia al tessuto biologico con effetto di trasformazione dell’ADP in ATP e produzione di energia; l’effetto termico, determinato dall’urto fra gli ioni in movimento con formazione di iperemia locale ed incremento del consumo di ossigeno e di nutrienti.

Fondamentali sono le potenze utilizzate dal macchinario di radiofrequenza, perché esse determinano effetti diversi. Un basso livello energetico corrisponde più o meno al 20% della potenza della macchina ( ovviamente è relativa al tipo di macchinario). In questo caso non si ha sviluppo di calore, ma un notevole effetto biostimolante sulla cellula e sulla matrice, con trasformazione dell’ADP in ATP. Risulta particolarmente utile per ringiovanire i tessuti, grazie al grande incremento dell’attività dei fibroblasti. Infatti queste cellule attivate producono collagene ed acido ialuronico, elementi essenziali per una pelle più giovane. In ortopedia potenze basse si applicano per tutti i casi di frattura ossea, determinando una più rapida guarigione.

Un medio livello energetico corrisponde più o meno al 40% della potenza della macchina. Si ha solo un leggero effetto termico con aumento del consumo di ossigeno e dell’effetto biostimolante con trasformazione dell’ADP in ATP. Importante è anche l’incremento del microcircolo e del drenaggio linfatico. Questa modalità applicativa è indicata nelle lesioni articolari,tendinee e ligamentose. Va sottolineato come questa potenza è molto utile in tutti gli inestetismi nei quali è presente lassità dei tessuti con riduzione del tono muscolare. Infatti risultati eccellenti si hanno nel trattamento dei glutei, del seno e dell’interno braccia e coscie.

Un alto livello energetico corrisponde ad oltre il 40% della potenza dell’apparecchiatura. Si ha un grande effetto termico, variabile in relazione alle dimensioni dell’elettrodo, ma con minore effetto biostimolante. Predomina l’incremento del microcircolo e del drenaggio linfatico. Questo tipo di applicazione è indicata nella ritenzione idrica ed in tutti i tipi di cellulite. Infatti la riattivazione del microcircolo, determina una riossigenazione di quei tessuti che nella pannicolopatia edemato fibro sclerotica si infarciscono di scorie cataboliche e tossine. Abitualmente è più utile utilizzare potenze medio-basse per patologie acute e potenze più alte per patologie croniche.

L’unica controindicazione vera all’applicazione terapeutica mediante radiofrequenza, è la presenza di un pace – maker, che può interagire con il campo magnetico creato dalla corrente. La presenza di una protesi metallica,al contrario,data la sua bassa resistenza,genererà solo un lieve effetto termico,comportandosi come un normale conduttore metallico.

La radiofrequenza provoca ionizzazione delle molecole tessutali e gli atomi che si liberano, urtandosi fra di loro, si trasmettono reciprocamente il movimento, provocando onde acustiche registrabili ( fononi ). Una parte dell’energia liberata da questo processo viene trasformata in energia vibratoria e,quindi,in calore. E’ questo il calore che viene avvertito quando si usano potenze medie ed alte.

Non solo, ma l’impulso elettrico fornito dalla radiofrequenza non differisce dal normale impulso nervoso che attraversa la matrice extra cellulare lungo le diramazioni nervose.


La radiofrequenza influenza il tono vasale del letto capillare, tramite il rilascio di neurotrasmettitori da parte del sistema nervoso simpatico, che agiscono sulla muscolatura liscia della tunica media dei vasi sanguigni . Come esito finale si ha una produzione di ATP con un ciclo ritmico in accordo di fase con la contrazione muscolare. La vasodilatazione, poi, comporta un maggiore afflusso di ossigeno e di nutrienti per i tessuti. In un tessuto patologico, destrutturato, come si ha ad esempio nella cellulite, si ha liberazione da parte dello stesso di tossine, capaci di determinare un potenziale elettrochimico diverso rispetto ai tessuti sani circostanti. La radiofrequenza permette di ripolarizzare il tessuto lesionato, fornendo il necessario apporto metabolico, tramite l’incremento del flusso arteriolare e del deflusso venulare e linfatico e l’energia necessaria allo scopo, proviene dal tessuto stesso stimolato dall’energia fornita dall’apparecchiatura. Fra il tessuto patologico e quello sano ben ossigenato,si stabilisce una differenza di potenziale
elettrochimico come si può avere in una batteria. Si forma una vera e propria “batteria biologica“, in cui i vasi sanguigni possono essere paragonati a dei cavi elettrici isolati. Essi collegano il tessuto sano con quello patologico e, tramite il passaggio transendoteliale di O2 e di nutrienti favorito dalla radiofrequenza, ne permettono il processo di guarigione. Condizione necessaria e sufficiente perché questo avvenga,è che la matrice mantenga le sue caratteristiche conduttrici o le recuperi e ciò avviene allorchè essa è più fluida ( stato di sol).
La radiofrequenza ha la capacità di mantenere o recuperare lo stato di sol della matrice permettendo il passaggio delle informazioni.

In conclusione si può affermare che questa metodica può essere applicata con successo, oltre che in numerose patologie osteo-articolari, nei seguenti inestetismi:

Cellulite , Adiposità localizzata , Lassità cutanea, Ritenzione idrica , Rughe, Cicatrici, Smagliature, Borse oculari, Acne.

IL MASSAGGIO ENDODERMICO

IL MASSAGGIO ENDODERMICO

Tecnica studiata e progettata in Francia negli anni ’70, il Massaggio Endodermico era inizialmente utilizzato nella fisioterapia cutanea per trattare cicatrici, ustioni, ecc.

Successivamente si è visto che tale massaggio si dimostrava utile per compensare le insufficienze micro circolatorie, arteriose, venose o linfatiche e per favorire la riduzione degli inestetismi della Pannicolopatia Edemato Fibro Sclerotica (P.E.F.S.) detta comunemente Cellulite.

L’apparecchio utilizzato per questo tipo di massaggio non è assolutamente invasivo, anche se utilizzato in modo non corretto può causare danni seppur minimi.

Si tratta di una macchina con degli appositi rulli scorrevoli ed un tubo aspirante. I rulli, montati su un manipolo, si possono muovere in senso rotatorio o in senso longitudinale, esercitando delle pressioni sulla cute alternativamente positive o negative ( come una ventosa che aspira ) provocando una distensione verticale del tessuto con conseguente riattivazione circolatoria e mobilizzazione del grasso sottocutaneo. Variando la velocità di scorrimento dei rulli, la frequenza, e la potenza di aspirazione, si possono trattare svariati inestetismi cutanei.

L’effetto principale è di stimolazione del metabolismo e della vascolarizzazione tessutale, seguito da quello di linfodrenaggio e depurazione del tessuto stesso.

MECCANISMO D’AZIONE:

L’associazione della pressione positiva e di quella negativa del manipolo determinano un “danno” adipocitario, in maniera tale da rimodellare il contorno cutaneo per effetto della migliore ripartizione del grasso sottocutaneo.

Il massaggio endodermico ha dimostrato a livello del tessuto cutaneo un miglioramento del flusso linfatico e vascolare e del metabolismo delle cellule adipose e dei fibroblasti. Clinicamente si ha un miglioramento dell’edema della PEFS e dell’aspetto e della tonicità cutanea.

Generalmente si consigliano 15-20 sedute a cadenza bisettimanale della durata di circa 30-40 minuti. Non essendo traumatico si può fare in ogni periodo dell’anno. E’ consigliato usare il manipolo direttamente sulla pelle senza indumenti o tutine che possano impedire una visione corretta, importante per evitare danni potenziali. Infatti non sapere se sotto il manipolo c’è una zona cutanea con capillari può determinare un danno con rottura degli stessi. I migliori risultati si ottengono associando il massaggio endodermico alla dieta ed all’attività fisica.

RISULTATI:

Miglioramento del tono cutaneo

Effetto lifting della superficie cutanea

Redistribuzione dei depositi di grasso

Stimolazione della produzione di collagene

Miglioramento della P.E.F.S. (cosiddetta cellulite)

Miglioramento del metabolismo

Rimodellamento del profilo cutaneo

LA MEDICINA MANUALE

LA MEDICINA MANUALE

La Medicina Manuale è una scienza medica ormai consolidata e codificata a livello internazionale e, nonostante le confusioni e le leggende createsi anche tra molti medici, di estrema efficacia ed utilità quando usata da mani esperte e nelle giuste indicazioni.

Una distinzione doverosa va fatta tra la Medicina Manuale, che può essere eseguita soltanto da laureati in Medicina e Chirurgia e la Chiropratica di scuola americana (centri Static, ecc.) che, nella maggior parte dei casi, è utilizzata da soggetti non medici.

Le manipolazioni vertebrali, codificate nella Medicina Manuale dal Dr. R.Maigne, direttore del reparto di Ortopedia dell’Hotel Dieu di Parigi, a partire già dal dopoguerra, trovano la loro indicazione nel trattamento di numerose affezioni del rachide che comportano stati dolorosi e che interessano tutto l’apparato locomotore. Il Dr. Maigne ha fuso le conoscenze e le esperienze empiriche della Chiropraxi di scuola americana ( Palmer ) e dell’Osteopatia ( Still ), con la medicina Ortopedica, codificando una tecnica, detta “ del non dolore e del movimento contrario” che, partendo dal concetto del disturbo vertebrale, agisce in modo mirato ed assolutamente indolore su molte affezioni e patologie della colonna vertebrale.

La manipolazione consiste in una mobilizzazione forzata del rachide che si applica ad un segmento vertebrale e che va oltre il gioco articolare senza superarne il limite anatomico: essa deve essere quindi eseguita molto precisamente ed in maniera dosata.

La Manipolazione del segmento vertebrale contribuisce ad avere vari effetti: uno sblocco delle faccette articolari posteriori, spesso responsabili di rigidità ed infiammazione del disco, un corretto riallineamento dei corpi vertebrali spesso ruotati e bloccati, una liberazione di Endorfine ( sostanze chimiche con elevato potere anti-infiammatorio ed anti-dolorifico ), spostamento e trazione dei dischi intervertebrali con conseguente riduzione delle protrusioni ed ernie del disco che comprimono le radici spinali.

MESOTERAPIA

MESOTERAPIA

La mesoterapia nasce per caso in Francia circa 60 anni fa, grazie alle intuizioni del Dottor Pistor che curava un anziano calzolaio asmatico e sordo, con trattamento endovenoso di procaina (a quel tempo impiegato nell’asma con risultati soddisfacenti ma fugaci). Dopo la prima endovenosa, il paziente non ebbe alcun sollievo ai suoi disturbi respiratori, ma notò che durante la notte successiva all’iniezione intese benissimo i battiti di un orologio a pendolo nella sua stanza, cosa che non avveniva da diversi anni. A questo punto Pistor provò a somministrare la procaina per via sottocutanea il più vicino possibile all’orecchio. I risultati furono sorprendenti perché oltre al miglioramento dell’udito si verificava la scomparsa di sintomi concomitanti (vertigine,eczemi del condotto uditivo). Se le iniezioni locali di procaina possedevano tali proprietà, perché non estendere l’uso ad altri settori? Pistor intuisce le grandi possibilità di questa tecnica ed alla procaina aggiunge di volta in volta altri farmaci indicati nelle patologie da trattare.

Nasce così la mesoterapia, come tecnica che permette di introdurre il farmaco solo là dove serve,ottenendo in questo modo il massimo risultato col minimo degli effetti indesiderati che ogni farmaco può determinare. La metodica consiste nell’iniezione intradermica di sostanze farmacologiche in prossimità della sede di patologia. L’iniezione intradermica ha lo scopo di ritardare l’assorbimento del medicamento e va eseguita sulla proiezione cutanea della lesione per consentire alle molecole del farmaco di legarsi ai recettori locali prima che venga convogliato nella circolazione sistemica.

Questa tecnica è particolarmente utile nel curare:

  • le malattie dell’apparato locomotore;

  • le flebolinfopatie;

  • alcune affezioni di competenza dermatologica;

  • la pannicolopatia edemato fibrosclerotica ( “cellulite” );

  • le adiposità localizzate.

Perciò, l’introduzione per via intradermica porta alla formazione di pacchetti deposito di principi attivi che vengono liberati gradualmente, nella zona circoscritta,nell’arco di 5-6 giorni. Tutto questo assicura una determinata concentrazione di farmaci nella zona da trattare, l’assenza di effetti sistemici (è piccolissima la quantità di farmaco che viene liberato in circolo) e la possibilità di rallentare la frequenza del trattamento (fase acuta 1˚ volta la settimana, mantenimento ogni 15-30 giorni).

E’ importante introdurre il principio attivo strettamente nel derma e questo può essere fatto utilizzando degli aghi sottilissimi di 4mm di lunghezza con un’inclinazione di 45˚ e assicurandosi di formare un pomfo. Nel trattamento della cosi detta“cellulite” la Mesoterapia viene utilizzata sia per introdurre farmaci ad attività lipolitica utili per sciogliere il grasso, sia per introdurre farmaci ad azione flebotonica per migliorare la circolazione di sangue e linfa.

Sono sufficienti dalle 6 alle 10 sedute a cadenza settimanale per cancellare o quantomeno per ridurre fortemente gli inestetismi e i sintomi legati alla “cellulite”.

METODI DI EPILAZIONE

METODI DI EPILAZIONE

E’ fondamentale specificare la differenza tra epilazione e depilazione. L’epilazione consiste nella rimozione del pelo compreso il bulbo consentendo quindi risultati più duraturi. La depilazione invece consiste nella rimozione del pelo a partire dal punto di emersione a livello della cute.

Tra i metodi per l’epilazione ricordiamo:

  1. Elettrodepilazione


La soluzione definitiva si ottiene con l’elettrodepilazione chiamata anche diatermocoagulazione che viene realizzata mediante l’utilizzo di corrente elettrica continua o ad alta frequenza che applicata al follicolo pilifero, trasformandosi in energia termica, determina la distruzione, con conseguente asportazione del pelo ( tramite pinzetta ) in esso alloggiato. E’ una tecnica consigliabile per il trattamento del viso, della pancia e dell’areola mammaria. Per ottenere risultati soddisfacenti in certi casi occorre mettere in programma un periodo di trattamento piuttosto lungo che varia in dipendenza della vastità delle zone da trattare. Lo strumento consiste in un elettrodo sottoforma di ago collegato ad un generatore di corrente. Un cattivo uso dell’ago e un’intensità della scarica elettrica troppo forte può dar luogo a piccole macchie o cicatrici. Ogni persona deve avere un ago nuovo che, all’inizio e alla fine della seduta, viene sterilizzato con una scarica elettrica erogata dall’apparecchio messo al massimo della sua potenza. Per garantire l’assoluta igiene e sicurezza, l’ago non dovrebbe mai essere usato per più persone perché è difficile sterilizzarlo. Dopo il trattamento sarebbe bene disinfettare l’area ed applicare una crema antibiotica. Quattro sono le metodiche finora utilizzate:
• l’idrolisi consiste nell’applicare alla radice del pelo una corrente continua. Questo tipo di corrente provoca sulla pelle una reazione chimica che sprigiona idrossido di sodio, un composto che distrugge il follicolo pilifero. L’azione dell’idrolisi è molto efficace ma lenta e dolorosa.
• La termolisi si basa sull’azione del calore che si sviluppa sull’elettrodo per la notevole concentrazione di corrente ad alta frequenza. E’ consigliabile che l’elettrodo ( in questo caso l’ago ), sia schermato per evitare che si formino piccole bruciature o cicatrici.
• Flash si basa sull’utilizzo di un apparecchio a termolisi con un dispositivo che consente all’ago di emettere una corrente ad alta intensità ma solo per frazioni di secondo.
• Blend utilizza la corrente continua dell’idrolisi e quella ad alta frequenza della termolisi. L’alta frequenza agisce prima in modo da preparare la pelle,così da permettere alla corrente continua di diffondersi più facilmente bruciando tutto il follicolo pilifero.

  1. Elettrodepilazione definitiva con sonda


Esiste un’alternativa all’ago elettrico: è un trattamento che si serve di un’apparecchiatura elettronica fornita di una sonda che agisce alla radice del pelo in assoluta assenza di dolore. E’ un metodo che fonda la sua efficacia sulla contemporanea azione di più fattori tra i quali il calore dovuto alla radiofrequenza e l’uso, sulla superficie della pelle da trattare di estratti vegetali e oli essenziali che facilitano la penetrazione della corrente agendo da conduttori elettrici. Finito il tempo di azione della sonda, i peli, il cui bulbo vitale è andato incontro ad atrofia, vengono estirpati con la ceretta. Dopo alcune applicazioni, il pelo si assottiglia fino a scomparire definitivamente. Il tempo necessario per conseguire questo risultato varia da persona a persona a seconda della zona che si vuole depilare, rispetto all’ago c’è bisogno di molte più sedute e, se lo strappo con la ceretta non è stato ben eseguito, il pelo che ricresce può incarnirsi.

  1. Laser


  2. E’ l’ultimo ritrovato della tecnologia, l’unico trattamento progressivamente definitivo che con alcune sedute, permette di garantire l’effetto desiderato. Il laser è un fascio di luce monocromatico emesso ad una determinata lunghezza d’onda capace di assorbire l’energia luminosa emessa da determinate strutture target ( in questo caso la melanina ) che la convertono in energia termica dando luogo ad una termolisi. Poiché la melanina è presente anche nel derma in misure diverse si hanno risultati variabili da individuo ad individuo ( si ottengono ottimi risultati su pelli molto chiare e peli scuri ). Largamente impiegato è il laser a Diodo ( una fonte luminosa che emette nello specchio dell’infrarosso ) che permette di trattare tutti i tipi di pelle anche le più scure poiché non è la melanina che assorbe il raggio. Nella prima seduta viene sempre effettuato un controllo della zona da trattare al fine di verificare le possibilità di trattamento e soprattutto i risultati raggiungibili. È fondamentale escludere che sotto una peluria eccessiva si nasconda una malattia ovarica, surrenalitica o di altra origine. Proprio per questo è bene far precedere il trattamento di depilazione da una accurata visita da un dermatologo che valuterà l’eventuale necessità di effettuare ulteriori accertamenti. Importante valutare il fototipo cutaneo, la dimensione, la profondità ed il colore dei peli, lo stato della cute, l’assenza di processi infiammatori che potrebbero vanificare il trattamento. I peli presenti debbono avere la lunghezza di circa 1-2 mm, saranno eventualmente accorciati, eliminando il fusto del pelo; in questo modo si garantisce che tutta la potenza del laser diodico venga indirizzata e convogliata verso il bulbo pilifero. Il laser diodico può trattare efficacemente e in maniera risolutiva tutte le sedi corporee. Non solo le tradizionali zone di trattamento femminile quali l’area del baffo, del mento, delle gambe e dell’inguine, ma anche negli uomini aree più ampie quali la schiena, il torace e la nuca. La depilazione con laser diodico avviene senza danneggiare i tessuti circostanti in quanto il suo bersaglio selettivo è il bulbo pilifero che viene progressivamente distrutto. Altri laser con lunghezza d’onda differenti vengono posti sul mercato per l’epilazione. Si tratta di apparecchi con differente tecnologia che oltre ad essere meno efficienti sull’obiettivo depilazione, possono arrecare gravi danni alla cute ( bruciature, escare, ecc. ) in quanto lavorano con lunghezza d’onda non selettiva sul bulbo pilifero ma che coinvolge anche altri tessuti.  Quando il pelo viene raggiunto dalla luce laser, si avverte soltanto una leggera sensazione di calore. Questa sensazione assolutamente non fastidiosa significa per l’operatore aver prescelto i corretti parametri personalizzati e quindi aver raggiunto l’obiettivo della depilazione. Tutti si possono sottoporre al trattamento con il laser diodico, tutti i tipi di pelle e tutti i colori e dimensioni dei peli ( tranne i peli bianchi ). Non vi sono effetti collaterali indesiderati nel trattamento con il laser, né nell’immediato né a distanza di tempo. Può manifestarsi, per pelli estremamente chiare e sensibili, un leggero arrossamento che scompare dopo qualche ora dal trattamento. Non è possibile ottenere una depilazione completa in un’unica seduta in quanto occorre adeguarsi al ciclo di vita del pelo. Infatti il laser agisce unicamente sui bulbi piliferi attivi, cioè nella fase di crescita. Occorrono pertanto da un minimo di 4 ad un massimo di 10 sedute. Tra una seduta e l’altra devono passare mediamente 3-4 settimane al fine di raggiungere tutti i peli della zona nella fase di crescita. Dalle migliaia di casi trattati in tutto il mondo, risulta dopo ogni seduta, una reale diminuzione della crescita dei peli tra il 20% e il 35% del totale.