I PEPERONI

I PEPERONI

I peperoni sono un’ottima fonte di vitamina C; tra le verdure ne contengono il maggior quantitativo, più di spinaci e cavoli.
Questa vitamina è però molto sensibile alla temperatura, pertanto è consigliato consumarli crudi perchè la cottura può distruggere fino al 60% di vitamina C. Purtroppo però, il peperone crudo, può risultare indigesto per molte persone.
Interessante anche il contenuto di provitamina A (carotene) e buoni i quantitativi di minerali e oligoelementi.
Vitamina C e provitamina A sono due vitamine antiossidanti con molteplici effetti benefici sulla salute, sulla protezione e la prevenzione di diverse patologie: invecchiamento precoce, tumori e malattie cardiovascolari.

100 grammi di peperoni contengono:

Calorie 31
Grassi g 0.3
Carboidrati g 6.03
Proteine g 0.99
Fibre g 2.1
Acqua g 92.21
Calcio mg 7
Sodio mg 4
Fosforo mg 26
Potassio mg 211
Ferro mg 0.43
Magnesio mg 12
Zinco mg 0.25
Rame mg 0.017
Manganese mg 0.112
Selenio mcg 0.1
Vitamina A, IU IU 3131
Tiamina (Vit. B1) mg 0.054
Riboflavina (Vit. B2) mg 0.085
Niacina (Vit. B3) mg 0.979
Acido Pantotenico (Vit. B5) mg 0.317
Piridossina (Vit. B6) mg 0.291
Folati, totali mcg 46
Acido ascorbico (Vit. C) mg 127.7
Alpha-tocoferolo (Vit. E) mg 1.58
Fillochinone (Vit. K) mcg 4.9
Colina totale (Vit. J) mg 5.6
Carotene, beta mcg 1624
Criptoxantina, beta mcg 490
Luteina + zeaxantina mcg 51
Acidi grassi, monoinsaturi g 0.003
Acidi grassi, polinsaturi g 0.07
Acidi grassi, saturi g 0.027
Colesterolo mg 0

CIBO E UMORE

CIBO E UMORE

CIBO E UMORE

Il cibo ha un grande potere: usandolo nel modo giusto può stabilizzare e migliorare il nostro umore.
Negli Stati Uniti gli studiosi notano che l’aumento dell’incidenza dell’obesità va di pari passo con l’aumento dei casi di depressione e disordini dell’umore.
E anche se alcuni esperti sostengono che non va confuso il cattivo umore con le vere e proprie malattie mentali, altri sono convinti che una dieta sana possa avere potenti effetti curativi.
In generale, il modo più efficace di stabilizzare l’umore è seguire una dieta equilibrata; questo, insieme all’ attività fisica, aiuta a tenere costante il livello di endorfine.
Ci sono poi dei cibi, secondo i maggiori esperti di nutrizione e psicologia statunitensi, che possono influenzare positivamente l’umore.
Si tratta di: salmone e pesci grassi (anche le sardine); il latte; il caffè; la cioccolata; piccole quantità di alcool; le noci brasiliane; il siero di latte; gli spinaci.
Ci sono poi i cosiddetti cibi consolatori, i quali variano da persona a persona a seconda della genetica, ma anche delle situazioni contingenti.

PAPAYA

PAPAYA

La pianta della Papaya è originaria delle zone tropicali del centro America e le prime notizie su di essa risalgono al 1519, poiché viene citata da Hernan Cortés nei suoi resoconti di viaggio, quando descrive l’accoglienza ricevuta da parte degli Aztechi.

Dalla sua terra d’origine la Papaya si è propagata in tutte le regioni tropicali e subtropicali; oggi viene coltivata ed è molto più diffusa al di fuori dell’America Latina. Attualmente in tutto il mondo se ne coltivano 50 varietà diverse.

Il suo frutto è molto apprezzato, soprattutto dall’industria alimentare.
Il suo colore è giallo quando è maturo, verde quando è ancora acerbo.
La sua composizione percentuale in micronutrienti e non è così ripartita: 86,8% acqua, 12,8% carboidrati, vit.E, vit.C, vit.A, riboflavina, niacina, tiamina, calcio, fosforo, ferro. La vitamina C, come noto, è dotata di proprietà antiossidanti e antiradicali liberi oltre a stimolare il sistema immunitario. Il suo contenuto nel frutto della papaya equivale a 84 mg/kg. Un altro importante costituente della papaya è rappresentato dall’α-tocoferolo (vit.E). Il fabbisogno dietetico giornaliero raccomandato di vit.E, è pari a 10 mg per i soggetti maschi adulti e a 7.6 mg per le femmine in età adulta. Essa ha un valore protettivo nei confronti di molteplici patologie, cardiovascolari, cutanee, otorinolaringoiatriche e neoplastiche. Infatti la vitamina E protegge le membrane cellulari dai processo di degradazione (lipoperossidazione), con attività antiossidante e anti-radicali liberi. Ha inoltre proprietà vasoprotettive e elasticizzanti cutanee. Il contenuto di vit. E nei germogli di papaya è pari a 113mg/kg. La vitamina A (contenuto nel frutto della papaya pari a 10,9 mg/kg), rigenera i tessuti epiteliali e incrementa la funzionalità degli annessi pilosebacei.
Tutte le parti della pianta contengono un lattice in cui sono contenuti enzimi detti cistein-proteinasi, appartenenti alla famiglia delle chitinasi di classe II. Tra queste la principale è la papaina. Questa si presenta come una polvere grigia, solubile in acqua, dotata di marcata azione proteolitica in un PH compreso tra 4 e 6.5.
La papaya viene utilizzata in medicina per la cura delle dispepsie, oltre che in varie preparazioni per uso topico; infatti alcune preparazioni tradizionali a base di papaya vengono utilizzate in Africa e in Jamaica, per la terapia delle ustioni in età pediatrica e per le ulcere cutanee croniche in età adulta. La papaya infatti, e in particolar modo gli enzimi in essa contenuti, oltre ad avere una azione cheratolitica, possiede proprietà esfolianti e antimicrobiche sull’epidermide, facilitando l’eliminazione del tessuto necrotico, la formazione di tessuto di granulazione e impedendo infine fenomeni di sovrainfezione batterica in sede di lesione.
I germogli di papaya contengono alcuni tipi di flavonoidi (1264 mg/kg). I flavonoidi sono dei polifenoli. con proprietà antiossidanti e antiradicali liberi, antinfiammatorie, antiaggreganti piastriniche, antitrombotiche e antiallergiche.
Inoltre essi inibiscono la sintesi di numerosi enzimi implicati nei processi di genesi tumorale, come le lipossigenasi e le ciclossigenasi. oltre a rappresentare una fonte di riserva di vitamina C.
La papaina rappresenta da un punto di vista funzionale il costituente fondamentale della papaya (viene estratta nella sua forma attiva, quando il frutto è ancora verde) Infatti le sue proprietà cheratolitiche, rigeneranti il tessuto collagene, eutrofiche, antisettiche, rappresentano delle caratteristiche fondamentali per l’utilizzo in dermocosmesi.
Alla luce di quanto esposto in precedenza, possiamo dunque concludere che il frutto della papaya, oltre ad essere dotato di proprietà sistemiche (digestive, antiparassitarie, antiossidanti etc. etc.) è altresì assai idoneo all’utilizzo in dermo-cosmesi.
In particolare, esso può rappresentare una alternativa valida ed efficace agli AHA ( alfa-idrossiacidi), ad esempio all’acido glicolico.
La papaina, infatti, è dotata di proprietà rigeneranti il tessuto collagene, antiossidanti, eutrofiche cheratolitiche ed antiaging.

OLIO DI NOCE DI COCCO

OLIO DI NOCE DI COCCO

L’olio di noce di cocco si definisce extra vergine quando non raffinato, estratto a freddo, non idrogenato. Un prodotto 100% naturale, avente proprietà eccezionali:

1 – Azione antiossidante – collabora nella diminuzione della produzione di “Radicale Liberi”! Questo si deve principalmente per l’azione diretta della vitamina-E presente nel “Grasso della noce di Cocco Extra Vergine” composta per 8 frazioni di questa vitamina; 4 tocotrienoli (alfa, gamma, delta e teta) e tocoferoli (alfa, gamma, delta e teta).

Contrario di altri grassi, principalmente per quanto riguarda agli oli polinsaturi, il grasso del cocco diminuisce la necessità di vitamina E dell’organismo.

2 – Colesterolo – Aiuta la riduzione del COLESTEROLO – LDL, cattivo, e impedisce che lo stesso si ossidi. D’altra parte, promuove l’elevazione del COLESTEROLO – HDL, buono, contribuendo cosi per prevenzione e trattamento delle malattie cerebrali e cardiovascolari.

3 – Collabora nel processo dimagrante – facilmente assorbibile, il grasso della noce di cocco è la migliore fonte di trigliceridi della catena media, non ha bisogno di enzimi per portare a termine digestione e metabolismo. Nel fegato, questi trigliceridi rapidamente si trasformano in energie, in questo modo non si depositano nell’organismo. Perciò il grasso della noce di cocco è considerato ”termogeno, o sia, capace di generare calore e bruciare calorie. Questa proprietà, assieme alla capacità che il grasso cocco ha di stimolare la ghiandola della tiroide, aumenta il metabolismo basale e, conseguentemente dimagrante.

4 – Migliora il sistema immunologico – agendo nella prevenzione e nel combattimento ai vermi – batteri e funghi, ristabilisce l’energia “rubata” per questi agenti.

Conseguentemente migliora l’assorbimento dei nutrienti aumentando tutte le difese dell’organismo. Il grasso del cocco presenta la maggior concentrazione di Acido Laurico, tra tutte i grassi vegetali.

In altre parole, è lo stesso acido grasso presente nel latte materno.

Nell’organismo l’Acido Laurico è convertito in monolaurin che ha azione per combattere innumerevoli infezioni.

Fra centinaia di altri lavori scientifici, oggi è dimostrato che il grasso del cocco extra vergine è capace di aiutare a combattere un’infinità di batteri, lieviti, funghi e virus, tali come: morbillo (sarampo), erpete (herpes), stomatite vescicolare e Cytomegalovirus (CMV), Epstein Barr Virus (EBV), virus d’epatite C (HCV), AIDS (HIV), H. pylori, giardia, candida, cryptosporidium e altri parasiti intestinali.

5 – Regola la funzione intestinale – Tanto nei casi di stitichezza o anche nelle diarree, i componenti del grasso di cocco agiscono normalizzando le funzioni intestinali. Allo stesso tempo l’acido laurico, attraverso il monolaurin, aiuta ad eliminare i batteri patogeni (nemiche), proteggendo e favorendo la crescita della “flora amica”.

6 – Diabete – Controlla la volontà compulsiva di mangiare CARBOIDRATI – Cosi come gli alimenti ricchi in fibre aiutano a mantenere il livello stabile dell’insulina nel sangue, conseguentemente facilitando la vita ai DIABETICI, il grasso del cocco promuove una sensazione di soddisfazione ancora maggiore e, sopra tutto non stimola la liberazione d’insulina, contribuendo in questa forma per diminuire il “craving”, compulsione per carboidrati, principalmente i dolci. Contrariamente agli altri oli polinsaturi che tornano più difficile l’entrata d’insulina e nutrienti nella cellula, lasciando queste letteralmente “affamate”, il grasso del cocco “ apre le sue membrane” , non soltanto permettendo che i livelli di glucosio e insulina si tornino normale, come anche portando un miglioramento alla nutrizione; ristabilendo i livelli normali d’energia.

IL PEPERONCINO

IL PEPERONCINO

Il peperoncino è un condimento molto popolare, nonostante il dolore e l’irritazione che provoca. Ricco di flavonoidi e vitamina C, si ritiene abbia molti effetti benefici sulla salute umana, purché usato con moderazione ed in assenza di problemi gastrointestinali.

Il peperoncino ha un forte potere antiossidante, e questo gli è valso la fama di antitumorale.

Inoltre si è dimostrato utile nella cura di malattie da raffreddamento come raffreddore, sinusite e bronchite, e nel favorire la digestione. Queste virtù sono dovute principalmente alla capsaicina, in grado di aumentare la secrezione di muco e di succhi gastrici. Il peperoncino può essere usato anche come antidolorifico in artriti, neuropatia diabetica, nevralgie post-herpetiche e del trigemino, sintomi post-mastectomia, cefalea a grappolo. I capsaicinoidi agiscono a livello dei nocicettori mediante i recettori vanilloidi specifici VR-1, come desensibilizzanti dei recettori stessi agli stimoli dolorosi.

Si può anche ipotizzare che la sensazione di dolore prodotta dalla capsaicina stimoli il cervello a produrre endorfine, un oppiaceo naturale in grado di agire da analgesico e produrre una sensazione di benessere. Da sempre nella tradizione popolare il peperoncino viene usato come olio da massaggio, per curare i dolori cronici di tipo muscolare e articolari.

RIBES NERO

RIBES NERO

Il ribes nero (Ribes nigrum L.) appartiene alla famiglia delle Saxifragaceae (Grossulariaceae).

E’ un arbusto che cresce spontaneo e forma ampie siepi in luoghi assolati. E’ originario dell’ Europa centro-meridionale ed in particolare lo si trova nelle zone di mezza montagna con clima continentale piuttosto umido.

I frutti, simili a bacche globose, maturano tra luglio e agosto ed hanno un tipico colore nero lucido che li rende perfettamente riconoscibili. Il sapore è dolciastro ed aromatico; il profumo intenso è dovuto alla presenza di ghiandole olifere.

I fiori, dai petali biancastri, formano tanti mazzolini penduli. Le foglie sono caduche, a margine dentato, glabre, ed inferiormente provviste di caratteristiche ghiandole oleose che danno alla foglia un aspetto puntinato giallastro e che emanano un forte aroma. Dalla foglie, dai frutti e dai semi si ottengono le preparazioni standardizzate per l’utilizzo in fitoterapia sotto forma di estratti secchi (foglie e frutti) od olio (semi).

Il Ribes nero è una pianta dalle molteplici applicazioni in fitoterapia proprio per la ricchezza dei componenti attivi presenti in tutta la pianta.

Questa pianta è maggiormente nota per le sue proprietà anti-infiammatorie, antidolorifiche e antiallergiche. Esse sono in parte legate alla sua azione di tipo cortisonesimile, dovuta ad uno stimolo diretto sulla corteccia surrenalica, con conseguente, aumentata produzione di steroidi surrenalici.
Inoltre è in grado di legarsi ai recettori per il desossicorticosterone (DOCA), un corticosteroide presente nell’uomo, svolgendo così un’azione simile a quella di questo cortisonico. Le sostanze principali per la sua azione terapeutica sembrano essere le proantocianidine.


Le proantocianidine si sono dimostrate capaci di combattere la fragilità dei vasi sanguigni, mostrando quindi un’azione capillaroprotettiva, ormai ben dimostrata sia a livello del microcircolo retinico sia di quello periferico.

I frutti di ribes nero, apprezzati per l’elevato contenuto in vitamina C, sono una vera e propria miniera di antiossidanti, utili per rallentare il processo d’invecchiamento ed ostacolare le malattie a cui si accompagna. Tutto questo grazie agli antocianosidi ed i flavonoidi, validi antagonisti dei radicali liberi. Queste sostanze vantano proprietà antiossidanti, antinfiammatorie ed antiaggreganti piastriniche, con ripercussioni positive sulla salute dell’intero sistema cardiovascolare.

Rappresentano inoltre un vero e proprio toccasana per il microcircolo, che rinvigoriscono, in sinergia con la vitamina C, allontanando i problemi di fragilità ed eccessiva permeabilità capillare (cellulite, varici, gambe gonfie, ritenzione idrica, insufficienza venosa, emorroidi).

I semi sono una fonte elettiva di acidi grassi polinsaturi della serie omega 6, soprattutto gamma linolenico (15%) e della serie omega 3, rappresentati dall’ alfa-linoleico (12-14%). Grazie alla presenza di tali acidi grassi, all’olio di Ribes nero sono ascrivibili proprietà antinfiammatorie e antitrombotiche. Infatti l’acido gamma linolenico è precursore della prostaglandine PGE1 mentre l’ alfa-linoleico è precursore dell’acido eicosapantenoico (EPA), da cui derivano prostaglandine e trombossani, scientificamente dimostrati quali fattori antiaggreganti piastrinici e antinfiammatori. Inoltre i semi hanno proprietà astringente per la presenza di tannini.

Attività principali:


Antinfiammatorio, antitrombotico (semi); antinfiammatorio generale o locale, antiallergico, diuretico, astringente (foglie); vasoprotettore, vitaminizzante, ipotensivo, spasmolitico (frutti).


Impiego terapeutico:


Sindromi reumatiche, allergie e oculoriniti allergiche, flogosi dell’apparato respiratorio e coadiuvante nell’asma (foglie); colesterolo, patologie cardiovascolari (semi); disturbi visivi, emorroidi, disturbi del microcircolo, diarrea (frutti).


Azione antiradicalica:

Si è notato che i flavonoidi e gli antocianosidi sono dei validi antagonisti dei radicali liberi. I flavonoidi, e con loro molti fenoli (soprattutto i tocoferoli), reagiscono coi radicali liberi, limitando così i danni legati alla loro intensa reattività a livello dei fosfolipidi della membrana cellulare.