L’arnica montana (Arnica montana L.) è uno dei più validi rimedi fitoterapici e omeopatici. E’ un’erba medicinale della famiglia delle Asteraceae, ghiandolosa, perenne, a fusto eretto e mediamente robusto, alta 20 – 60 cm, dai grandi capolini di colore giallo aranciato con caratteristici petali “spettinati” e dal gradevole odore aromatico. Al genere Arnica sono assegnate circa 30 specie proprie delle regioni temperate-fredde dell’emisfero settentrionale. L’Arnica montana è praticamente l’unica specie del genere considerata presente in Italia. Il nome Arnica potrebbe derivare da un’ alterazione del tardo-latino ptàrmica, a sua volta derivato dal greco ptarmikos (starnutatorio) con allusione alle proprietà starnutatorie connesse con l’odore della pianta. Altri autori però preferiscono partire dalla parola greca arnakis (pelle di agnello) facendo riferimento alla delicata tessitura delle sue foglie. L’Arnica montana è endemica in Europa, dalla Penisola Iberica alla Scandinavia e ai Carpazi. È assente nelle Isole Britanniche ed è relativamente rara in Italia. Cresce in terreni poveri (pascoli magri, brughiere e torbiere alte), silicei (substrato acido) e in zone montane da 500 a 2500 metri di altitudine. Questa pianta appartiene alla flora protetta. Viene tradizionalmente usata nella fitoterapia, in forma di estratto o tintura, nelle ecchimosi e nei dolori articolari dovuti a slogature, contusioni e distorsioni in quanto aiuta a riassorbire edemi e versamenti ematici e a ridurre la risposta del corpo all’infiammazione.

Una ricerca in Svizzera, effettuata su 204 pazienti affetti da artrite, ha mostrato che il gel di Arnica riusciva a ridurre il dolore e ad aumentare le funzionalità. Il gel di arnica riduce i dolori comuni e ne accorcia la durata. I pazienti svizzeri messi di fronte alla scelta fra il gel di Arnica e le creme farmaceutiche, spesso preferivano il primo prodotto.


Tutta la pianta (fiori e rizoma) contiene un glucoside (l’arnicina dalla formula CxHxO4) che è simile, come azione, alla canfora. Produce due differenti
olii essenziali, uno localizzato nei fiori e l’altro nei rizomi essiccati. L’ Olio essenziale ottenuto dai fiori è composto da acidi grassi, idrocarburi paraffinici e terpenici, alcoli triterpenici, arnicina, arnidiolo e faradiolo, sostanza amara, acido caffeico, acido clorogenico, inulina, tannino catechico, lattone sesquiterpenico, flavonoidi nei fiori, isoquercitina, astragalina, luteolina-7-glucoside, cumarine, umbelliferone, scopoletina carotenoidi, fitosteroli, n-alcani, polisaccaridi, elenalina, diidroelenalina ed esteri, timolo, acidi grassi, acidi fenoli. Dalla pianta si può estrarre anche fitisterina, acido gallico e tannino. Come la maggior parte delle erbe mediche, l’Arnica se presa in eccesso può provocare scompensi cardiaci, vertigine e vomito.

Le dosi omeopatiche sono invece sicure, poiché utilizzano, come sempre, dosi minime.

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